Le tartarughe domestiche affascinano molte famiglie alla ricerca di un animale tranquillo e longevo. Prima di adottarne una, però, è fondamentale capire le differenze tra tartarughe di terra e tartarughe d’acqua, conoscere le specie più adatte ai principianti e quali attenzioni minime garantire per assicurare loro una vita sana e serena.
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Tartaruga di terra o d’acqua: cosa cambia davvero
La prima scelta per un neofita riguarda il tipo di tartaruga. Le tartarughe di terra (testudo) vivono in ambienti asciutti, hanno bisogno di recinti spaziosi, zone d’ombra e rifugi, oltre a un’alimentazione prevalentemente vegetale. Le tartarughe acquatiche richiedono invece acquari o tartarughiere con ampia zona d’acqua, filtraggio efficiente e una piattaforma emersa per basking. In generale, le prime sono più adatte a chi dispone di un giardino, le seconde a chi può gestire un acquaterrario in casa e ne accetta la maggiore manutenzione.
Specie più facili per principianti
Tra le tartarughe di terra, le più diffuse e gestibili (dove legalmente consentite) sono la Testudo hermanni e la Testudo graeca, robuste e con esigenze ben conosciute, ma che richiedono documentazione CITES e spazi adeguati. Per le tartarughe acquatiche, specie come la Trachemys sono oggi spesso regolamentate o vietate, quindi è meglio orientarsi su alternative come Mauremys reevesii o alcune Graptemys, informandosi sempre sulle norme locali. In ogni caso è consigliabile evitare specie esotiche delicate o di grandi dimensioni se si è alle prime armi.
Spazio, allestimento e luce
Le tartarughe non sono animali “da scatola”. Una tartaruga di terra ha bisogno di un recinto esterno sicuro, con substrato naturale, zone soleggiate e aree riparate; le dimensioni devono consentire movimento e comportamenti naturali come scavare e pascolare. Le tartarughe d’acqua richiedono un acquaterrario con volume d’acqua adeguato, filtro potente, zona emersa asciutta, lampada UVB e lampada spot per il calore. Senza esposizione a UVB corretto e temperature adeguate, il rischio di problemi ossei e immunitari è altissimo.
Alimentazione corretta e frequenza dei pasti
Le tartarughe terrestri mediterranee sono per lo più erbivore: devono ricevere erbe di campo, foglie, fiori e verdure ricche di fibra e calcio, evitando frutta frequente e alimenti industriali inadeguati. Le tartarughe acquatiche sono onnivore con forte componente proteica nei primi anni: pellet specifici di qualità, pesce intero, invertebrati e una parte vegetale crescente con l’età. È fondamentale non sovralimentare: pochi pasti ben bilanciati, variati e calibrati sull’età e sulla specie, riducendo o sospendendo l’alimentazione nei periodi di letargo o semi-letargo, sempre sotto consiglio veterinario.
Errori comuni da evitare
Tra gli errori più frequenti ci sono il terrario troppo piccolo, la mancanza di lampade UVB, l’assenza di filtro nelle tartarughiere, l’uso esclusivo di gamberetti secchi o lattuga, e il credere che le tartarughe siano animali “a bassa manutenzione”. Altro errore grave è liberare in natura esemplari indesiderati, con rischi per l’ecosistema e problemi legali. Da evitare anche l’acquisto impulsivo senza informarsi su documenti CITES, aspettativa di vita (spesso superiore ai 40 anni) e costi di gestione. Un confronto preventivo con un veterinario esperto in animali esotici è sempre consigliato.
Scegliere tra tartaruga di terra e tartaruga d’acqua significa valutare spazio, tempo e budget disponibili, oltre alle normative. Puntare su specie robuste, garantire corretto allestimento, luce e alimentazione e conoscere gli errori da evitare permette anche ai principianti di offrire a questi rettili una vita lunga e di qualità, trasformando l’adozione in un impegno responsabile e consapevole.











