La sterilizzazione del gatto è uno degli interventi più frequenti in medicina veterinaria e solleva spesso dubbi tra i proprietari: è davvero necessaria? A che età va fatta? Cambierà il carattere del micio? In questo articolo vediamo pro e contro per gatto maschio e femmina, sfatiamo i falsi miti, e spieghiamo come prepararsi all’operazione e al post-operatorio a casa.
Indice dei Contenuti
Cosa significa sterilizzare il gatto: maschio vs femmina
Nel gatto maschio la sterilizzazione consiste quasi sempre in una orchiectomia, cioè l’asportazione dei testicoli tramite una piccola incisione nello scroto. L’intervento è rapido, in genere senza punti esterni e con recupero veloce. Nella gatta femmina si esegue per lo più una ovariectomia (asportazione delle ovaie) o una ovarioisterectomia (ovaie + utero), tramite incisione sull’addome. È un atto chirurgico più invasivo rispetto al maschio, ma oggi è considerato sicuro se eseguito in strutture attrezzate. In entrambi i casi il gatto viene sottoposto a anestesia generale e monitoraggio fino al risveglio.
Benefici per salute e comportamento
La sterilizzazione del gatto porta importanti vantaggi. Nelle femmine riduce quasi a zero il rischio di tumori mammari se eseguita prima del primo calore e previene patologie gravi come la piometra (infezione dell’utero). Nei maschi azzera il pericolo di tumori testicolari e limita problemi prostatici. Sul piano comportamentale diminuiscono marcature urinarie in casa, miagolii insistenti, fughe e risse tra gatti. Un micio sterilizzato tende a essere più tranquillo e ad avere una vita più sicura, con minori rischi di incidenti stradali e contagi di FIV e FeLV, spesso trasmessi tramite morsi durante i combattimenti.
Contro, rischi e falsi miti da sfatare
Come ogni intervento, anche la sterilizzazione comporta rischi anestesiologici e chirurgici, seppur ridotti quando l’animale è sano e seguito da un veterinario esperto. Uno dei principali timori è il rischio di aumento di peso: dopo la sterilizzazione il metabolismo rallenta leggermente e il gatto può ingrassare se continua a mangiare come prima. Questo però si gestisce facilmente con una dieta adeguata e più gioco. Da sfatare alcuni falsi miti: la gatta non ha bisogno di una cucciolata prima della sterilizzazione, e l’intervento non cambia la personalità del micio, che resterà affettuoso o indipendente come sempre; si riducono solo i comportamenti legati agli ormoni sessuali. Non è vero neanche che il gatto sterilizzato “soffre di frustrazione”: al contrario, lo stress da stimoli ormonali continui diminuisce.
Quando sterilizzare: età giusta per maschi e femmine
L’età consigliata per la sterilizzazione del gatto varia leggermente in base al caso. In generale, per maschi e femmine domestici si suggerisce l’intervento tra i 5 e i 7 mesi, prima della pubertà o dei primi calori, per massimizzare i benefici sulla salute e prevenire comportamenti indesiderati. Alcune associazioni effettuano la cosiddetta sterilizzazione precoce (intorno ai 3–4 mesi) nei gattini destinati all’adozione, pratica considerata sicura se gestita correttamente. Gatti adulti o anziani possono essere comunque sterilizzati, ma il veterinario valuterà con più attenzione condizioni generali, eventuali patologie e rischi anestesiologici, definendo il momento migliore.
Esami pre-operatori e gestione del post-operatorio
Prima dell’intervento è opportuno eseguire una visita clinica completa e, nei gatti adulti o se il veterinario lo ritiene necessario, esami del sangue (emocromo, profilo biochimico) ed eventuale elettrocardiogramma o radiografie del torace. Nel post-operatorio, il gatto va tenuto in un ambiente tranquillo, al caldo e lontano da fonti di stress. È importante evitare che lecchi o morda la ferita, usando se necessario un collare elisabetta o body post-chirurgico. Si somministrano antidolorifici e, quando prescritti, antibiotici seguendo scrupolosamente le indicazioni del veterinario. Controllare quotidianamente la ferita chirurgica per arrossamenti, gonfiore o secrezioni anomale e contattare subito la clinica in caso di dubbi. Di solito il recupero è rapido: pochi giorni per i maschi, circa 7–10 giorni per le femmine.
La sterilizzazione del gatto è un gesto di responsabilità che aiuta a prevenire cucciolate indesiderate, migliora la qualità e l’aspettativa di vita del micio e riduce molti comportamenti problematici. Con un’adeguata valutazione pre-operatoria, una corretta gestione del post-operatorio e una dieta bilanciata, i potenziali svantaggi vengono ridotti al minimo. Confrontarsi con il proprio veterinario di fiducia è il modo migliore per scegliere tempi e modalità più adatti al singolo gatto, maschio o femmina, e garantire al nostro compagno di vita una convivenza serena e in salute.











