Le tartarughe domestiche, sia acquatiche che terrestri, affascinano per il loro carattere tranquillo e la lunga aspettativa di vita. Prima di adottarne una, però, è fondamentale conoscere le loro reali esigenze: spazio, luce, temperatura, alimentazione e impegno quotidiano. Non sono animali “da teca” da osservare e basta, ma vertebrati complessi che necessitano di un ambiente ben studiato per rimanere in salute per decenni.
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Scegliere la specie giusta: acquatiche o terrestri?
Le tartarughe acquatiche più comuni in casa sono, ad esempio, le Trachemys (come le ex “tartarughine dalla guancia rossa”) e alcune specie di Graptemys. Richiedono un acquaterrario con ampia parte d’acqua e una zona emersa dove asciugarsi. Tra le tartarughe terrestri da compagnia si trovano spesso Testudo hermanni e Testudo graeca, specie mediterranee che in molti casi vanno tenute all’aperto. Ogni specie ha esigenze specifiche: informarsi su dimensioni da adulte, temperatura, eventuale letargo e permessi CITES è il primo passo per una scelta responsabile.
Allestimento di acquari e terrari: spazio e sicurezza
Per le tartarughe acquatiche serve un acquaterrario ampio, con acqua filtrata, livello adeguato per il nuoto e zona di basking completamente asciutta. Il filtro deve essere sovradimensionato, perché le tartarughe sporcano molto. Le specie terrestri necessitano di un terrario o recinti esterni sicuri, con substrato naturale (terra, corteccia, sabbia in mix) e ripari dove nascondersi. Lo spazio minimo deve tenere conto delle dimensioni adulte: una tartaruga di 20–25 cm non può vivere per sempre in un piccolo box. Fondamentale evitare fughe e contatti con predatori come cani, gatti o corvi.
Luce, temperatura e umidità: creare il microclima ideale
Le tartarughe sono animali ectotermi e regolano la loro temperatura corporea grazie all’ambiente. In casa è indispensabile una lampada spot per creare una zona calda e una lampada UVB per la sintesi della vitamina D3 e l’assimilazione del calcio, evitando malattie ossee. La temperatura varia secondo la specie, ma in genere l’area basking deve essere compresa tra 30 e 35 °C, con una zona più fresca per la termoregolazione. L’umidità va anch’essa adattata: specie mediterranee richiedono ambienti relativamente secchi, mentre alcune acquatiche e tropicali necessitano di umidità più elevata.
Alimentazione corretta: cosa possono e non possono mangiare
Un’alimentazione sbilanciata è una delle principali cause di problemi. Le tartarughe terrestri mediterranee sono per lo più erbivore: vanno nutrite con erbe di campo, verdure a foglia (tarassaco, cicoria, malva) e pochissima frutta. Pane, pasta, cibo per cani o gatti sono da evitare. Molte tartarughe acquatiche sono onnivore: possono mangiare pesciolini interi, insetti, crostacei, pellet specifico di buona qualità e, in alcune fasi della vita, verdure a foglia. È essenziale bilanciare calcio e fosforo, usare integrazioni quando consigliato dal veterinario esperto in rettili e garantire sempre acqua pulita.
Impegno, salute e normativa: cosa considerare prima dell’adozione
Le tartarughe possono vivere decenni, superando spesso i 30–40 anni: adottarne una significa assumersi una responsabilità a lunghissimo termine. È necessario trovare un veterinario esperto in rettili per controlli periodici e intervenire in caso di inappetenza, lesioni al carapace, occhi gonfi o respirazione difficoltosa. Molte specie sono protette dalla normativa CITES e richiedono documentazione specifica e denuncia di possesso: acquistare sempre da allevatori seri o rifugi, mai in modo illegale. Informarsi su ferie, costi di gestione (lampade, corrente, cibo, visite veterinarie) e spazio futuro è fondamentale per evitare abbandoni.
Adottare una tartaruga domestica può essere un’esperienza appagante, se affrontata con consapevolezza. Scegliere la specie adatta, allestire correttamente acquari e terrari, garantire luce e temperatura adeguate e seguire una dieta equilibrata sono i pilastri per il suo benessere. Prima di portarla a casa, è importante conoscere anche gli aspetti legali e l’impegno a lungo termine che comporta. Solo così la tartaruga potrà vivere una vita lunga e sana, diventando un vero membro della famiglia.











