Capire il linguaggio del cane è fondamentale per vivere in armonia con il nostro amico a quattro zampe e prevenire fraintendimenti, paura e persino morsi. I cani comunicano soprattutto con il corpo, attraverso posture, orecchie, coda e vocalizzi. Imparare a leggere questi segnali, nelle diverse situazioni quotidiane, ci permette di rispettare le sue emozioni e intervenire prima che lo stress diventi conflitto.
Indice dei Contenuti
Postura del corpo: rilassato, in allerta o sulla difensiva
La postura del cane è il primo elemento da osservare. Un cane rilassato ha corpo morbido, muscoli sciolti, peso distribuito in modo uniforme e spesso il fianco leggermente curvo. Quando è in allerta, il corpo si fa più rigido, il peso va in avanti, lo sguardo è fisso sulla fonte di interesse (un cane al parco, un rumore sul pianerottolo). Un cane sulla difensiva può invece spostare il peso all’indietro, incurvarsi leggermente, tenere la testa bassa e mostrare la parte bianca degli occhi. In casa, ad esempio, se un bambino corre urlando verso di lui e il cane si irrigidisce, si lecca il naso e si allontana, sta comunicando disagio: ignorare questi segnali può portare a ringhi e morsi.
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Orecchie e coda: piccoli movimenti, grandi significati
Le orecchie del cane cambiano posizione in base alle emozioni. Orecchie morbide e leggermente in avanti indicano curiosità e interesse; orecchie ben dritte e puntate possono indicare attenzione intensa o tensione; orecchie schiacciate all’indietro sono spesso segno di paura o disagio. Anche la coda non significa sempre “felice” quando si muove: una coda che scodinzola alta e rigida, con movimenti rapidi, può indicare eccitazione e possibili conflitti, mentre una coda a mezza altezza, che si muove ampia e morbida, è segnala generalmente serenità. Al parco, un cane con coda alta e rigida che si muove poco, corpo teso e sguardo fisso sull’altro cane va monitorato e allontanato con calma prima che scoppi una rissa.
Vocalizzi: abbaio di allarme, gioco e frustrazione
I vocalizzi del cane includono abbaio, ringhio, guaito e ululato. L’abbaio di allarme è spesso secco, ripetuto, diretto verso una porta o una finestra, con corpo in avanti: il cane sta segnalando un possibile intruso. L’abbaio da gioco è più acuto, alternato a inviti al gioco come inchino, salti e corse; il corpo è sciolto e la coda si muove ampia. La frustrazione (per esempio alla vista di un altro cane da dietro il cancello) si manifesta con abbai insistenti, gemiti, strattoni al guinzaglio, corpo teso e respirazione accelerata. Riconoscere questi suoni aiuta a rispondere in modo adeguato: rassicurando, spostando il cane o proponendo un’attività alternativa, invece di sgridarlo senza capire il motivo del suo “parlare”.
Segnali di stress spesso ignorati
Molti segnali di stress del cane sono sottili e purtroppo sottovalutati. Leccarsi le labbra, sbadigliare fuori contesto, voltare la testa, irrigidirsi di colpo, tremare leggermente, grattarsi senza motivo o annusare “a vuoto” sono tutti modi per dire “non sono a mio agio”. In casa, un cane che si allontana quando viene abbracciato, gira la testa, si lecca il naso e tiene la coda bassa sta chiedendo spazio. Con i bambini, è essenziale insegnare a rispettare questi segnali: niente abbracci forzati, niente tirate di coda o orecchie, niente disturbo mentre il cane mangia o dorme. Intervenire presto, allontanando con calma il bambino e creando una zona sicura per il cane, previene situazioni di pericolo.
Esempi quotidiani e consigli per evitare incomprensioni e morsi
Al parco, osserva l’insieme: se il tuo cane si irrigidisce, tiene la coda alta e fissa un altro cane, chiamalo con voce allegra e spostati, premiando quando ti segue. In casa, offri al cane una cuccia in un luogo tranquillo in cui non venga disturbato, soprattutto da bambini e ospiti; insegna ai piccoli la regola del “non toccare il cane che dorme o mangia”. In incontri con bambini, favorisci interazioni brevi, positive e guidate: lancialo tu il gioco, chiedi al bambino di chiamare il cane e premi quando si comporta con calma. In generale, rispetta sempre i “no” del cane: se si allontana, si irrigidisce o mostra i denti, non è cattivo, sta comunicando un limite. Ascoltarlo è il modo migliore per costruire una relazione sicura e fiduciosa.
Imparare a leggere posture, orecchie, coda e vocalizzi del cane significa dare valore alla sua comunicazione e prevenire incomprensioni. Osservando il cane al parco, in casa e con i bambini, riconoscerai sempre meglio i segnali di stress e di benessere, potendo intervenire prima che la tensione sfoci in ringhi o morsi. Un cane davvero capito è un cane più sereno, e una famiglia più sicura e in armonia.











