Le tartarughe d’acqua dolce sono animali affascinanti, ma richiedono cure specifiche per vivere sane e longeve. Non bastano piccole vaschette con isole di plastica: nel 2026 la sensibilità e le normative sulla detenzione di questi rettili sono aumentate, così come le conoscenze su illuminazione UVB, riscaldamento e alimentazione corretta. Ecco una guida pratica per allestire un ambiente domestico davvero adatto alle loro esigenze.
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Vasca e dimensioni minime per il benessere
La prima regola è dimenticare le classiche bocce: alle tartarughe acquatiche serve una vasca ampia, con acqua profonda e una zona emersa per il basking. Per un esemplare giovane si consiglia una vasca di almeno 80–100 cm di lunghezza, mentre un’adulta può richiedere 120 cm o più. Una buona regola: almeno 10 volte la lunghezza del carapace in volume d’acqua. Fondamentali un filtro esterno potente, per ridurre ammoniaca e nitriti, e cambi parziali d’acqua settimanali. Il fondo può essere lasciato nudo o con ghiaia grossa non ingeribile; evita sabbia troppo fine che sporca eccessivamente l’acqua.
Illuminazione UVB e riscaldamento dell’acquaterrario
Le tartarughe d’acqua dolce hanno bisogno di luce UVB per sintetizzare la vitamina D3 e fissare il calcio nelle ossa e nel carapace. È indispensabile una lampada UVB specifica per rettili, da posizionare sopra la zona emersa, da sostituire in genere ogni 6–12 mesi secondo le indicazioni del produttore. Accanto a questa va installata una lampada spot riscaldante, che crei un punto caldo di circa 30–32 °C, favorendo il basking. La temperatura dell’acqua, monitorata con termometro, dovrebbe restare intorno a 24–26 °C per molte specie tropicali, con l’ausilio di un riscaldatore con termostato ben protetto da urti.
Alimentazione equilibrata: pesce, vegetali e mangimi
Una corretta alimentazione delle tartarughe d’acqua è varia ed equilibrata. I mangimi secchi in pellet di buona qualità possono costituire la base, ma vanno integrati con alimenti freschi: piccoli pezzi di pesce senza lische, gamberetti decongelati, insetti e occasionalmente piccoli invertebrati. Molte specie diventano più erbivore da adulte: offri regolarmente verdure a foglia (radicchio, cicoria, indivia, tarassaco) e qualche vegetale acquatico sicuro. Evita cibi grassi, carne rossa, formaggi, pane e alimenti per umani. Importante garantire il giusto rapporto calcio/fosforo, eventualmente con integrazioni di calcio sotto consiglio di un veterinario esperto in rettili.
Gestione, igiene e controlli veterinari
La salute delle tartarughe domestiche dipende anche da una buona igiene dell’ambiente. Rimuovi regolarmente avanzi di cibo, sifona il fondo quando necessario e pulisci il filtro secondo le indicazioni, senza sterminare completamente la flora batterica utile. Evita di manipolare spesso la tartaruga: manipolazioni eccessive sono fonte di stress. È consigliato un controllo veterinario periodico, con visita presso uno specialista in animali esotici, per monitorare crescita, carapace, respirazione e prevenire malattie metaboliche ossee, infezioni respiratorie e parassitosi. Ricorda sempre di lavare le mani dopo ogni contatto con l’animale o con l’acqua della vasca.
Normative 2026 su specie protette e invasive
Nel 2026 è essenziale conoscere le norme su tartarughe esotiche. Specie come la Trachemys scripta (ex tartarughina dalle orecchie rosse) rientrano nell’elenco delle specie invasive dell’UE: è vietata la vendita, la riproduzione intenzionale e soprattutto la liberazione in natura. Chi le deteneva prima delle restrizioni deve rispettare obblighi di registrazione e non può cederle senza autorizzazioni specifiche. Altre specie possono essere protette dalla CITES e richiedere documentazione e microchip. Informarsi presso il proprio Servizio veterinario ASL o presso il sito del Ministero dell’Ambiente è fondamentale per evitare sanzioni e, soprattutto, per tutelare gli ecosistemi. L’abbandono in natura resta un reato e un grave danno ambientale.
Prendersi cura di una tartaruga d’acqua dolce in casa significa garantire una vasca adeguata, corretta illuminazione UVB, giuste temperature, alimentazione bilanciata e una gestione rispettosa della sua natura. Conoscere e rispettare le normative vigenti nel 2026 su specie protette e invasive è parte integrante della responsabilità del proprietario. Informazione, prevenzione e collaborazione con un veterinario esperto rendono possibile offrire a questi rettili una vita lunga e in salute, nel pieno rispetto dell’ambiente.











