Le tartarughe terrestri sono animali affascinanti, longevi e relativamente tranquilli, ma hanno esigenze specifiche che vanno rispettate per garantirne il benessere. Prima di adottarne una è fondamentale informarsi su habitat, temperatura, alimentazione e gestione del letargo, oltre a conoscere le differenze tra le principali specie diffuse in Italia. Una corretta gestione fin dall’inizio permette di prevenire molte malattie e di godere a lungo della compagnia di questi rettili.
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L’habitat ideale in giardino
Per allevarle all’aperto serve un recinto in giardino ben esposto al sole, con zone d’ombra, rifugi e terreno naturale dove scavare. Il perimetro deve essere sicuro, alto e interrato almeno 20–30 cm per evitare fughe e intrusioni di predatori (cani, ratti, uccelli). All’interno del recinto è utile creare microhabitat: un’area soleggiata per il basking, cespugli o casette di legno per il riparo, ciotole di acqua bassa e facile da pulire. Evita prato sintetico, pietre taglienti e piante tossiche. Il giardino è la soluzione migliore per molte specie mediterranee, perché permette comportamenti naturali come scavare e pascolare.
Terrario e stabulazione in casa
Quando non è possibile tenerle all’aperto, o per giovani esemplari, serve un terrario interno adeguato. Deve essere spazioso, ben ventilato, con substrato naturale (terra, fibra di cocco, foglie secche) che consenta di scavare leggermente. Elemento fondamentale è l’illuminazione: lampade UVB specifiche per rettili e una lampada spot per creare una zona calda. Evita acquari chiusi in vetro, troppo umidi e con scarsa circolazione d’aria. In casa è più facile controllare i parametri ambientali, ma è essenziale garantire comunque un ciclo giorno/notte e momenti di esposizione al sole naturale non filtrato quando possibile.
Temperatura, luce e umidità corrette
Le tartarughe terrestri sono rettili e quindi animali a sangue freddo: la loro temperatura corporea dipende da quella ambientale. In generale, è necessario offrire un gradiente termico: una zona calda di circa 28–32 °C e una più fresca intorno ai 22–24 °C, così che possano termoregolarsi spostandosi. Di notte la temperatura può scendere, ma non dovrebbe calare troppo sotto i 15 °C per specie mediterranee in periodo attivo. La luce UVB è indispensabile per sintetizzare la vitamina D3 e fissare il calcio nelle ossa. Anche l’umidità va regolata: eccessiva umidità può favorire problemi respiratori, mentre aria troppo secca può causare deformazioni del carapace nei giovani; informati sempre sulle esigenze specifiche della specie.
Alimentazione corretta e gestione del letargo
La dieta deve essere prevalentemente a base di erbe selvatiche (tarassaco, piantaggine, malva, trifoglio) e verdure a foglia, povera di zuccheri e proteine animali. Frutta solo in piccole quantità e non tutti i giorni. È importante garantire il giusto apporto di calcio, ad esempio con un osso di seppia sempre disponibile e, se necessario, integrazioni specifiche. Molte specie mediterranee (come Testudo hermanni) effettuano letargo: prima che inizi devono essere in buona salute, ben nutrite ma non obese, sverminate e seguite da un veterinario esperto in rettili. Il letargo può avvenire in giardino, in un’area protetta, oppure controllato in locale fresco (4–8 °C), monitorando periodicamente peso e condizioni generali.
Specie più diffuse in Italia e principali differenze
In Italia sono molto diffuse le Testudo hermanni (tartaruga di Hermann), Testudo graeca e Testudo marginata, tutte protette dalla normativa CITES: è obbligatorio possedere la documentazione che ne attesti la provenienza legale. La Testudo hermanni è robusta e adatta alla vita in giardino con clima temperato, la Testudo graeca tende a soffrire maggiormente umidità e freddo, mentre la Testudo marginata può raggiungere dimensioni maggiori e richiede spazi più ampi. Esistono poi specie esotiche come la tartaruga delle steppe (Testudo horsfieldii), con esigenze di clima più secco e fresco. Conoscere la specie è essenziale per impostare correttamente habitat, alimentazione e letargo.
Prendersi cura di una tartaruga terrestre significa informarsi a fondo su habitat, temperatura, illuminazione, dieta e gestione del letargo, tenendo conto delle differenze tra le specie più comuni. Un recinto in giardino ben progettato o un terrario interno adeguato, un’alimentazione ricca di erbe selvatiche e il rispetto dei cicli naturali permettono a questi rettili di vivere sani e longevi. Affidarsi a un veterinario esperto in rettili e rispettare sempre la normativa sulla detenzione sono passi fondamentali per un allevamento responsabile.











