Adottare una tartaruga d’acqua o una tartaruga di terra è una scelta che richiede informazione e responsabilità. Questi rettili, spesso considerati animali “facili”, hanno in realtà esigenze specifiche in termini di habitat, alimentazione e cure veterinarie. Conoscere le differenze tra le varie specie e la loro aspettativa di vita è fondamentale per garantire loro benessere e una vita lunga e sana.
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Differenze tra tartaruga d’acqua e di terra
La prima distinzione fondamentale riguarda lo stile di vita. Le tartarughe d’acqua dolce sono semi-acquatiche: trascorrono molto tempo in acqua ma hanno bisogno anche di una zona asciutta per basking, cioè per termoregolarsi al sole o sotto una lampada. Le tartarughe terrestri vivono invece esclusivamente sulla terraferma e non sanno nuotare, quindi immergerle in acqua profonda può essere pericoloso. Anche l’aspetto è diverso: le tartarughe d’acqua hanno carapace più piatto e zampe palmate, quelle di terra guscio bombato e zampe robuste, simili a quelle di un elefante.
Habitat ideale per la tartaruga d’acqua
Una tartaruga acquatica ha bisogno di un acquaterrario di dimensioni adeguate, con una parte d’acqua profonda e pulita e una zona emersa dove possa asciugarsi completamente. È indispensabile un filtro potente per mantenere l’acqua pulita e ridurre odori e rischi di infezioni, oltre a un riscaldatore per garantire la temperatura corretta. Non può mancare una lampada UVB e una lampada spot per il calore: servono per la sintesi della vitamina D3 e per prevenire problemi ossei. Vasche piccole, senza filtro o senza punto emerso, sono una delle principali cause di stress e malattie.
Habitat ideale per la tartaruga di terra
La tartaruga di terra necessita di un terrazzo o giardino sicuro, oppure di un terrario interno ben attrezzato. All’aperto, è importante predisporre una zona recintata, con zone d’ombra, riparo dalla pioggia e dal freddo, e una recinzione anti-fuga e anti-predatori. In casa, il terrario deve avere un substrato naturale (terra non trattata, fibra di cocco), una lampada UVB e una lampada per il calore con zona calda e zona più fresca per permettere la termoregolazione. Le correnti d’aria, i pavimenti scivolosi e la convivenza forzata con altri animali domestici possono essere molto stressanti e pericolosi per la tartaruga.
Alimentazione corretta e errori da evitare
L’alimentazione varia tra tartarughe d’acqua e di terra. Molte tartarughe acquatiche sono onnivore: mangiano mangimi specifici, piccoli pesci, insetti, ma anche verdure a foglia. Bisogna evitare di somministrare solo gamberetti secchi, poveri di nutrienti. Le tartarughe terrestri sono principalmente erbivore: la base della dieta deve essere composta da erbe spontanee (tarassaco, piantaggine, trifoglio) e verdure a foglia, con frutta solo occasionalmente. Pane, pasta, latticini, carne e cibi per umani sono assolutamente da evitare, perché causano obesità, problemi renali e disturbi intestinali.
Aspettativa di vita e responsabilità dell’adozione
Una delle caratteristiche più sorprendenti di questi rettili è la loro aspettativa di vita: molte tartarughe di terra possono vivere oltre 50 anni, mentre diverse specie di tartarughe d’acqua superano facilmente i 20–30 anni con le giuste cure. Adottare una tartaruga significa quindi assumersi un impegno a lungo termine, che potrebbe durare decenni. Inoltre, è fondamentale informarsi sulla legalità: alcune specie sono protette e richiedono documenti CITES e microchip. Non bisogna mai liberare in natura esemplari non autoctoni, perché possono diventare specie invasive e danneggiare gli ecosistemi locali.
In conclusione, scegliere tra una tartaruga d’acqua e una tartaruga di terra richiede una valutazione attenta del tempo, dello spazio e del budget a disposizione. Un habitat adeguato, una dieta corretta e controlli veterinari periodici sono essenziali per garantire il loro benessere. Informarsi prima dell’adozione, acquistare solo da canali legali e considerare la lunga aspettativa di vita di questi rettili sono passi imprescindibili per prendersene cura in modo davvero responsabile.











